La “ZONA di COMFORT” vs LIBERTA’ e SUCCESSO

Zona di Comfort uscire - Niederdorf Italia

La natura dell’uomo è quella di EVOLVERE, se davvero vuoi crescere come persona e vuoi raggiungere degli obiettivi è assolutamente necessario uscire dalla “Zona di Comfort.

Il nome può trarre in inganno, infatti questa zona, a volte, di confortevole  ha ben poco, ma al contrario, oltre a non farci progredire, può nascondere e proteggere situazioni tossiche e dannose.

La zona di comfort  è uno “spazio” mentale che conosciamo bene, che ci siamo costruiti negli anni in qualunque aspetto della vita. La zona di comfort sono i nostri modi di fare, di essere, di ragionare. E’ uno spazio in cui ci sentiamo  sicuri, protetti e a nostro agio, ma in cui NON CAMBIA MAI NIENTE.

Con il tempo abbiamo imparato a farci andar bene, a sopportare, anche ciò che non ci piace: una relazione di coppia che non funziona, un lavoro che non ci gratifica, una situazione economica complicata…

Rimanere agganciati a queste situazioni significa SOSTENERE LE PROPRIE ABITUDINI e RESTARE PER SEMPRE DOVE CI TROVIAMO.

LA MENTE CERCA DI PROTEGGERCI DAL DOLORE E DI GARANTIRCI LA SOPRAVVIVENZA possibilmente in “modalità” di risparmio energetico. Per farlo ha creato questa zona  mentale che apparentemente ci dà sicurezza, ma SE CERCHIAMO DI USCIRNE, lei lo interpreta come qualcosa di negativo, pericoloso o faticoso e CI SABOTERA’ IN OGNI MODO evitando   di farci avanzare, (l’AVVERSIONE al CAMBIAMENTO).

Così facendo ci ritroveremo in una situazione stagnante in cui i risultati che otterremo, saranno sempre gli stessi.

Quindi cominceremo  a sperare che succeda qualcosa che cambi tutto, ma l’unica cosa che accadrà, sarà che PASSERA’ ALTRO TEMPO E BUTTEREMO VIA UN’ALTRA OPPORTUNITA’. Dobbiamo imparare ad avere più rispetto per il NOSTRO tempo, se vogliamo evitare di fare la fine del criceto nella ruota.

Sono perfettamente consapevole del fatto che a volte le situazioni da cui vogliamo uscire sono talmente complicate da non saper neppure da che parte cominciare. Se siamo fortemente motivati e determinati, non importa COSA fare, ma MUOVERSI a FARE, piano piano le cose prenderanno la giusta piega e cominceranno ad incastrare come i pezzi di un puzzle.

Viviamo in un mondo dinamico in cui tutto è movimento, il movimento è salute ( come dicono i giapponesi).  Se la tua vita non va avanti come vorresti, alla lunga questa falsa sensazione di protezione sarà deleteria. Potrà suonare strano, ma bisogna trasformare la “zona di scomodità” nella nuova zona di comfort.

I livelli di sabotaggio della mente sono così sofisticati che neanche ce ne rendiamo conto. E’ tipica la frase: << Lo farò dopo…>>, supportata da una marea di argomentazioni, apparentemente molto ben strutturate, affinché rimandiamo ciò che dovremmo fare.

Dobbiamo prendere l’abitudine di uscire sistematicamente dalla zona di comfort

Appena fuori dalla zona di comfort si trova la zona della paura, questa è la zona dove siamo molto vulnerabili, dove “ce la raccontiamo”,  inventiamo scuse, ci giustifichiamo e basta un nonnulla  per farci retrocedere.

Uscire dalla zona di comfort ha un prezzo da pagare, a volte anche piuttosto caro. Inizialmente causerà fatica, stress, ansia, paura, addirittura dolore. E questo spesso ci farà gettare la spugna con la classica frase: << Ma chi me lo fa fare?!… in fondo va bene così.>>

Per raggiungere una qualsiasi meta è assolutamente importante oltrepassare quella “barriera emozionale” che ha creato la mente e che noi etichettiamo con il nome di “paura”. La paura dell’ignoto, del rifiuto, dell’incertezza, del cambiamento, di durar fatica, di non sopportare nuove situazioni di stress, di fallire, di non poter più tornare indietro, di non riuscire ad andare avanti o di non riuscire a vivere senza quella persona…

Il MIRACOLO STA LA’ FUORI, nell’affrontare situazioni nuove e nuovi modi di pensare e di essere, è anche questo che dà un senso alla vita!

Ogni volta che riusciremo ad avanzare (anche a piccoli passi) verso quella linea di confine che ci separa dalla libertà e dal successo, saremo inondati da un grande senso di soddisfazione che ci motiverà ad andare avanti, ma che non ci preserverà al 100% dal pericolo di farci tornare al punto di partenza.

La zona successiva alla zona della paura è la cosiddetta zona dell’apprendimento: zona in cui si studia, ci si prepara (anche mentalmente), si imparano cose nuove ed è una zona importante perché ci aiuta a mitigare la paura, ma al tempo stesso bisogna fare attenzione,  perché può essere anche ingannevole, nel senso che in questa fase  potremmo non sentirci mai pronti o abbastanza preparati, oppure il desiderio potrebbe non essere sufficientemente forte da riuscire a farci oltrepassare la linea di confine che ci separa dalla zona di crescita, così da rimanere nella zona di apprendimento per anni o addirittura da farci tornare nella zona di comfort.

La preparazione “perfetta” , ammesso che esista, è difficile da raggiungere soltanto con l’apprendimento, ma sarà indispensabile fare  anche esperienza,  per questo ad un certo punto dobbiamo deciderci e metterci in gioco.

Altra cosa importante a cui  bisogna fare attenzione in queste fasi è con chi parliamo del nostro progetto.   Può capitare che ne parliamo con qualcuno che abbia addirittura più paura di noi, che abbia fallito nei suoi progetti ed abbia deciso di abbandonare i propri sogni. Queste persone non necessariamente hanno cattive intenzioni, semplicemente stanno dando il loro punto di vista, che però potrebbe  generarci ancora più incertezza e in un determinato momento condizionarci a tal punto da allontanarci definitivamente dalla nostra meta.

E’ possibile anche non riuscire a raggiungere l’obiettivo al primo tentativo, anzi direi che è abbastanza normale. Quando questo accade, molte persone cominciano a dubitare delle proprie capacità, si colpevolizzano, si inondano ancora più di paura e rinunciano al loro sogno. In questi casi è fondamentale RIPROVACI PIU’ CONVINTI DI PRIMA! 

Le persone di successo quando “falliscono”, non interpretano il fatto come una sconfitta, ma come un’opportunità per prepararsi meglio e riprovarci. Thomas Alva Edison rispose così ad un giornalista che  gli chiese come si sentisse dopo aver fallito 2000 volte nel far funzionare la lampadina:<< Io non ho fallito 2000 volte nel fare una lampadina, semplicemente ho trovato 1999 modi su come non va fatta.>> <<… il primo requisito del successo è la capacità di applicare incessantemente le tue energie mentali e fisiche ad un problema, senza stancarti>>.

Quindi il fatto di avere una GRANDE AMBIZIONE ed ESSERE ASSOLUTAMENTE MOTIVATI E DETERMINATI A RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO E’ CIO’ CHE FA LA DIFFERENZA e che al momento opportuno ci porterà al traguardo. Sì perché provarci e basta potrebbe far parte di quei sofisticati sabotaggi della mente per farci rimanere dove siamo: << io ci ho provato, ma non ci sono riuscito… più di così che posso fare?…>>.

Funziona così per tutto: per liberarsi dalle varie forma di dipendenza, per sganciarsi da relazioni tossiche, per intraprendere un cammino che porti al successo professionale o sentimentale, per le diete alimentari, per raggiungere una migliore forma fisica….

Con la sola forza di volontà può risultare difficile riuscirci, dovremmo sempre chiederci che cosa ci impedisce di avanzare, individuando quale programma mentale limitante ci mantiene imprigionati a questo meccanismo e sostituendolo con uno nuovo potenziante.

Se sei capace di rompere questi schemi, allora

realizzerai i tuoi sogni .

Il sistema dei 7 chakra principali. La pranoterapia come strumento per guarirli e riequilibrarli.

Secondo la medicina olistica, ognuno di noi dispone di 4 corpi relazionati tra di loro: il corpo fisico che forma la parte materiale dell’essere umano, il corpo mentale di cui fanno parte i pensieri e le credenze; il corpo emozionale che include le relazioni e i sentimenti che viviamo in relazione con noi stessi, i nostri simili e il mondo esterno; infine il corpo energetico regolato dai chakra, i quali trasmettono energia dal centro del nostro corpo verso l’esterno e viceversa. Questi possiamo definirli come centri di attività per la ricezione, l’assimilazione e la trasmissione dell’energia vitale. Ciò che generiamo dipende molto da cosa riceviamo dal mondo esterno, infatti, la forma ed il contenuto dei chakra può dipendere anche dalla ripetizione degli schemi nella nostra vita quotidiana, dal rapporto con i familiari, dal nostro grado di coscienza, dalla cultura ed anche dalla forma del corpo fisico.

I chakra possono essere aperti o chiusi, in eccesso o in carenza. Questi stati possono rappresentare aspetti fondamentali della personalità di una persona oppure qualcosa che muta di momento in momento in risposta ad una determinata situazione. Un chakra sofferente può essere incapace di mutare facilmente il suo stato, rimanendo aperto o chiuso. In questo caso il chakra ha bisogno di essere guarito, scoprendo e rimuovendo qualunque cosa lo blocchi.

I sette chakra principali sono tutti inseparabilmente collegati; un blocco nel funzionamento di un chakra può interessare l’attività del chakra vicino. Ad esempio, si possono avere problemi con il potere personale (terzo chakra) a causa di un blocco nella comunicazione (quinto chakra) e viceversa.

Come vedremo qui di seguito, ad ogni chakra corrispondono determinate parti del corpo e funzioni psicologiche.

È di fondamentale importanza quindi, mantenere tutti i nostri chakra aperti e ben equilibrati in modo da far scorrere liberamente l’energia attraverso il nostro corpo e lasciar andare programmi negativi e disfunzionali che possono compromettere il nostro benessere psicofisico. 

Primo chakra – Muladhara (Elemento “Terra”)

Situato alla base della colonna vertebrale, esso rappresenta  il sostegno e il nutrimento necessari per sopravvivere.

Quando questo chakra è aperto ed equilibrato, vi sentite stabili nella vita, sani nel corpo, solidi in ciò che siete e radicati nelle vostre attività quotidiane, vivete nell’abbondanza avendo i giusti mezzi di sussistenza.

Il sovrappeso è spesso indicativo di un meccanismo di difesa eccessivo in questo chakra.

Il “demone” del primo chakra è la sensazione di insicurezza, la paura.

Il 1° chakra presiede: la colonna vertebrale ed i reni.

Funzioni psicologiche associate al 1° Chakra: quantità di energia fisica, voglia di vivere.

Secondo chakra-Svadhistana (Elemento “Acqua”)

Situato nella zona lombare e addominale, lo scopo di questo centro è di stimolare il movimento e di portare piacere nella nostra esistenza. Gli individui con emozioni e desideri eccessivi nel secondo chakra hanno bisogno di imparare a contenersi, in quanto contengono una carica eccessiva che appartiene al passato e che può influire negativamente sul presente. Queste sono persone generalmente troppo emotive e indulgenti con se stesse, con una personalità dipendente ed un attaccamento ossessivo. Chi ha un secondo chakra carente, invece, è scollegato dalle emozioni, evita il piacere ed il rilassamento, è troppo rigido e punitivo ed è poco passionale. Ha bisogno di imparare a sentire, quindi deve sciogliere ciò che è rimasto congelato dentro di sé. Il senso di colpa è il “demone” del secondo chakra.

Il 2° chakra presiede: il sistema riproduttivo.

Funzioni psicologiche associate al 2° chakra: qualità dell’amore per gli individui dell’altro sesso, scambio fisico, piacere mentale e spirituale. Quantità di energia sessuale.

Terzo Chakra – Manipura (Elemento “Fuoco”)

Rappresenta il potere, la padronanza di sé, ed è situato nel plesso solare. Il ruolo di questo chakra è unire la corrente discendente della coscienza con la corrente ascendente dell’energia per formare una volontà forte in grado in grado di canalizzare quell’energia in un’azione vera e propria. Quando l’intenzione e l’energia si uniscono con successo e realizziamo ciò che ci eravamo prefissati, avvertiamo un senso di potere: da quella sensazione di potere scaturisce un senso di autostima.

Un terzo chakra in eccesso può assumere la forma di “fare semplicemente troppo”, l’individuo si trasforma in qualcuno che fa invece di “essere”, è motivato ed ha un carattere cocciuto e arrogante. Da un punto di vista fisico un terzo chakra troppo aperto può causare ulcere e bruciori di stomaco, mentre se troppo chiuso una digestione difficile. Il “demone” del terzo chakra è la vergogna che può paralizzarci con la paura di fare qualcosa di sbagliato o può farci lavorare troppo per dimostrare a noi stessi che valiamo.

Il 3° chakra presiede: stomaco, fegato, cistifellea, sistema nervoso.

Funzioni psicologiche associate al 3° chakra: capacità di provare piacere, espansività, saggezza spirituale, consapevolezza della qualità universale della vita e di ciò che si è all’interno dell’universo. Propensione alla guarigione e alla salute.

Quarto Chakra – Anahata (Elemento “Aria”)

Rappresenta l’amore, è situato esattamente al centro del torace. Può sembrare un po’ anomalo parlare di eccesso o carenza di questo chakra, ma entrambi gli stati sono il risultato di difese alzate attorno ad una ferita del passato. Un chakra carente è il risultato di qualcosa che viene evitato, mentre un chakra in eccesso è il risultato di qualcosa che viene compensato, facendo troppo. Il fulcro di una relazione è la capacità di relazionarsi attraverso il collegamento tra ciò che c’è dentro di noi e ciò che c’è dentro a un’altra persona. Questa è la base dell’intimità, che richiede prima di tutto il conoscere se stessi, poi amarsi abbastanza da non temere la vulnerabilità. Amando se stessi si è meno dipendenti da ciò che gli altri pensano di noi, e questo lascia più spazio per essere autentici ed empatici.

Il 4° chakra presiede: cuore, sangue, nervo vago, sistema circolatorio.

Funzioni psicologiche associate al 4° chakra: Sentimenti d’amore per altri esseri umani, apertura alla vita. Volontà dell’io, capacità di imporsi al mondo esterno.

Quinto Chakra – Visuddha (Elemento “Suono”)

Situato nel centro del collo, rappresenta l’elemento del suono, trasportato nell’aria del nostro respiro: questo centro è infatti correlato alla comunicazione, all’ascolto, all’apprendimento, alla creatività e all’espressione della personalità. Lo scopo del quinto chakra è trovare una risonanza interiore tra tutte le vibrazioni sottili che albergano in noi, vivere in armonia con gli altri e conoscere, parlare e vivere in base alla nostra verità.

Qualità in eccesso: prolissità, tono di voce eccessivamente alto, balbettare, spettegolare, difficoltà a contenersi.

Qualità carenti: paura di parlare ad alta voce, parlare a bassa voce, difficoltà a tradurre in parole i sentimenti, tendenza alla segretezza, troppo contenuto.

Il “demone” di questo chakra è la menzogna che può assumere molte forme. Il suo antidoto è la stessa azione che apre il chakra della gola, cioè parlare in modo sincero ed ascoltare gli altri quando esprimono la loro verità.

Il 5° chakra presiede: bronchi, polmoni, corde vocali, esofago.

Funzioni psicologiche associate al 5°chakra: capacità di recepire e di assimilare. Senso dell’io all’interno della società e dell’ambiente di lavoro. 

Sesto Chakra – Ajna (Elemento “Luce”)

Il sesto chakra riguarda il vedere nel senso più profondo della parola. Qui miglioriamo il nostro intuito, sviluppiamo la percezione, illuminiamo il nostro cammino e troviamo chiarezza, visione e saggezza.

Il sesto chakra è chiamato anche “terzo occhio“. Si tratta di un organo di percezione più profondo che si trova tra i nostri occhi fisici. È correlato alla ghiandola pineale (epifisi), l’organo sensibile alla luce che si trova all’interno del cervello e che è responsabile delle visioni, dei sogni e del ciclo sonno-veglia. Questa ghiandola era definita la sede dell’anima molto prima che il suo ruolo venisse compreso nei tempi moderni.

La vista non è semplicemente un meccanismo passivo, cioè si aprono gli occhi e le immagini si riversano all’interno: è anche una pratica attiva quando si utilizza l’immaginazione, “vedendo” quello che desideriamo creare, anche se ancora non esiste.

Qualità in eccesso: allucinazioni, illusioni, ossessività, incubi, ricordi intrusivi, difficoltà di concentrazione.

Qualità carenti: mancanza di immaginazione, difficoltà a visualizzare, insensibile, nessun ricordo dei sogni, negazione di fronte alla verità, scarsa memoria.

Il “demone” del sesto chakra è l’illusione e quando ne rimaniamo bloccati essa offusca la nostra visione e chiarezza. Esempio, persone anoressiche che si credono grasse, persone che fantasticano sulla relazione con qualcuno che non nutre alcun interesse per loro, ecc. Quando l’illusione viene infranta il risveglio è spesso traumatico.

Il 6° chakra presiede: parte inferiore del cervello, occhio sinistro, orecchie, naso, sistema nervoso.

Funzioni psicologiche associate al 6° chakra: capacità di visualizzare e di comprendere concetti mentali. Capacità di mettere in pratica le idee. 

Settimo chakra – Sahasrara (Elemento “Pensiero”)

È situato alla sommità della nostra testa. Questo chakra ha una fase di sviluppo meno definita rispetto agli altri centri, in quanto è in costante e continuo sviluppo. Inizia con la valutazione della nostra vita, con la messa in discussione di convinzioni, con l’analisi delle azioni e delle motivazioni, imparando a guardare le cose in modo obiettivo. Il mondo cambia così rapidamente che non possiamo aspettarci che tutte le nostre convinzioni rimangano le stesse. Alcuni individui raggiungono questa fase solo in età avanzata ed altri non la raggiungono affatto. Il compito del settimo chakra consiste quindi nell’esaminare i “programmi” che fanno funzionare la nostra vita, eliminarne gli errori, affinché possiamo fare meglio quello per cui siamo stati concepiti: sviluppare il nostro potere ed essere creativi.

Qualità in eccesso: devozione febbrile, dipendenza dalla spiritualità, dissociazione dal corpo e dal mondo, purezza e rettitudine eccessive.

Qualità carenti: cinismo, convinzioni rigide, apatia, difficoltà di apprendimento, materialismo, indulgenza verso se stessi.

I “demoni” di questo chakra sono l’attaccamento e l’ignoranza.

Il 7° chakra presiede: parte superiore del cervello, occhio destro.

Funzioni psicologiche associate al 7° chakra: integrazione fra la personalità globale, la vita e gli aspetti spirituale dell’umanità.

Cosa vogliono comunicarci gli squilibri energetici?

I pensieri hanno il potere di condizionare la nostra salute ...
“Io non risolvo i miei problemi, cambio i miei pensieri ed i miei problemi si risolvono da soli”    Louise Hay

L’energia proveniente dal campo energetico universale affluisce in ciascuno dei nostri Chakra con un processo simile a dei vortici d’aria. Noi scambiamo continuamente energia con l’ambiente circostante  metabolizzandone una grande quantità  ed  elaborando tutta la coscienza connessa con l’energia che scorre attraverso di  noi.

Questo non è un compito facile e non  tutti siamo in grado di svolgerlo, in quanto l’insieme di informazioni che riceviamo potrebbe risultare eccessivo.

Il campo energetico umano è soggetto a variazioni dipendenti dalla stabilità mentale e psicologica del soggetto ed ogni Chakra è connesso con una parte del corpo e ad una particolare funzione psicologica.

Il materiale psicologico relativo a ciascun Chakra viene portato alla coscienza quando l’individuo aumenta il proprio flusso energetico proprio attraverso quel Chakra.

Per questo ciascuno di noi lavora a quello che è il suo processo di crescita del momento.

E’ importante aprire i Chakra e aumentare il nostro flusso energetico perché PIU’ ENERGIA LASCIAMO CIRCOLARE PIU’ SANI SIAMO, inoltre uno scarso flusso nel sistema energetico altera nella persona le sue percezioni, attutisce i suoi sentimenti, impedendole di vivere in maniera libera e piena.

Un fallimento ( sentimentale, lavorativo, finanziario, ecc.) causa in noi uno “shock” che, se interpretato  nella maniera sbagliata, genera senz’altro uno squilibrio nei Chakra dando origine a dei  veri e propri blocchi energetici che a lungo andare  possono far emergere  problemi di natura fisica o psicologica.

Questo tipo di esperienze, influisce sul nostro campo energetico e  questo, a sua volta,  sul nostro stato di salute. Quindi è importante fare attenzione a che tipo di pensieri produciamo, al tipo di persone che frequentiamo, alle esperienze che viviamo  ed a  qual è il nostro atteggiamento nell’affrontare la vita.

I pensieri però sono difficilmente controllabili e l’interpretazione degli eventi cambia da persona a persona, perché entrambi, come ho più volte accennato negli altri articoli,  sono il risultato del nostro  programma mentale (vedi Metodo INTEGRA®).

Intorno a ognuno di noi c'è un campo bioenergetico misterioso

In tutto questo l’aspetto animico svolge una funzione fondamentale. La nostra anima conosce esattamente il progetto che deve mettere in opera attraverso questa  vita terrena per potersi evolvere.

Tutte le volte che noi non seguiamo i suoi propositi, creiamo un conflitto, che si traduce in uno squilibrio energetico, spesso accompagnato da un senso di insoddisfazione nei confronti di uno o più aspetti della nostra vita. Quando si manifestano queste condizioni o un problema legato alla salute è  opportuno andare alla radice e cercare  di capire cosa ci stiano comunicando. 

Come abbiamo visto nell’articolo de “il sistema dei sette chakra principali”, ad ognuno di questi corrisponde una funzione psicologica ed una specifica parte del corpo, ad esempio, il terzo chakra, situato nel plesso solare, gestisce l’area del nostro corpo relativa allo stomaco, fegato, cistifellea ed il sistema nervoso. Da un punto di vista psicologico il suo buon funzionamento è in rapporto diretto con la vita emotiva dell’individuo. Detto questo è piuttosto “facile”, intuitivamente, risalire a quali possano essere le cause di un certo disagio ed è IMPORTANTE cominciare a lavorarci quanto prima per evitare che il problema si cronicizzi e richieda dei tempi di risoluzione più lunghi.

La MISSIONE DI VITA e la realizzazione personale

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“Dovete trovare quello che accende una luce dentro di voi, affinché voi, nel vostro modo unico, possiate illuminare il mondo.”  Oprah Winfrey

Tutti nasciamo con una propria missione di vita

In linea generale ognuno di noi nasce per contribuire a lasciare questo mondo un po’ meglio di come l’ha trovato o con lo scopo di risvegliare la coscienza degli altri, oltre ovviamente che per far evolvere la propria anima attraverso le esperienze che vive.

 Alcuni hanno l’opportunità di scoprirlo  da piccoli, altri in età più avanzata ed altri purtroppo, mai.

Per capire qual è la nostra missione di vita dobbiamo cercare di individuare le nostre aspirazioni, le nostre passioni e sviluppare i nostri talenti.

Purtroppo oggigiorno non sono molte le persone che hanno la fortuna di poter affermare di essere soddisfatte della propria vita in ogni suo aspetto. Questo perché esse non seguono il cammino indicato dalla loro anima o semplicemente perché per loro  non è ancora arrivato il momento per intraprendere la via della realizzazione personale. Non possiamo neanche sottovalutare il fatto che viviamo in una società che  ci programma per vivere in un modo standardizzato e che spesso fa di tutto per impedirci di pensare e  di realizzarci.

Se una persona  ignora questo passaggio, potrà soltanto continuare a vivere passivamente in una mediocrità imposta da altri, ma appena si “risveglierà”,  è molto probabile che in essa si innescherà un processo di trasformazione interiore che  la renderà capace di realizzare dei veri  miracoli nella propria vita.

Per fare alcuni esempi: un bimbo che scopre il suo talento per la musica e già all’età di sei anni  suona uno strumento o canta magistralmente, se porterà avanti la sua passione con rigoroso impegno e motivazione,  è possibile che da grande diventerà un artista di successo. La sua missione, probabilmente, sarà quella di allietare  attraverso la sua arte, la vita di tante persone e di ispirare  altri bambini.

Nel caso di Louise Hay invece, lei ha dovuto attendere più o meno quarantacinque anni e superare difficoltà  e conflitti di ogni genere, prima di decidersi di intraprendere un processo di trasformazione interiore che l’ha portata ad essere una scrittrice di fama internazionale, fondatrice dell’omonima casa editrice (Hay House) ed una delle figure  di spicco del pensiero positivo, dell’autoiauto e della crescita personale.  La sua missione di vita è stata quella di ispirare e migliorare, attraverso la sua esperienza, il suo talento e le sue opere  la vita di milioni di persone.

Non ci sono una regola ed un tempo uguali per tutti. La missione di vita,  possiamo scoprirla in qualsiasi modo ed a qualsiasi età ed essa,  se la si segue, non apporta dei benefici soltanto all’ interessato, ma al mondo intero.

Per capire la nostra missione, può aiutare molto svolgere un lavoro di introspezione. Dedicare anche pochi minuti al giorno alla meditazionevalutare se ci sentiamo soddisfatti e gratificati, osservare  ciò che ci accade e che tipo di persone  ci ruotano attorno, fare un resoconto della nostra vita e possibilmente mettere a punto un obiettivo che preveda una programmazione mentale diretta in tal senso (vedi Metodo INTEGRA®)

Una volta individuato lo scopo della nostra esistenza,  dobbiamo cominciare ad AGIRE, EVITARE DI PERDERE TEMPO e di farci condizionare dall’opinione di parenti, amici e dalla nostra vecchia programmazione mentale, che paradossalmente potranno fare di tutto per farci rimanere dove siamo.

Quindi, individuare la propria passione  in accordo con il nostro proposito di vita e portarla avanti con impegno, perseveranzamotivazione, condurrà ad ottenere dei risultati che daranno un senso alla nostra vita, facendoci sentire felici e realizzati.

The Five Steps To Becoming a Chi Master | by Aquarius Academy | Lightwork |  Medium

Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si risveglia. Carl G. Jung

Come realizzare i tuoi DESIDERI

 

“Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni”                                                                                                        E. Roosevelt

Se ti chiedessi di descrivere adesso, con vivida chiarezza  e precisione, DIECI cose che più desideri nella vita, ne saresti capace?

Sembra facile, ma non lo è. Mediamente le persone riescono a descriverne cinque o sei, questo perché non siamo abituati a desiderare, o meglio, crescendo, abbiamo perso questa “abilità”, ci rimane più facile concentrarci sulle paure e su cosa NON vogliamo.

Questo può risultare controproducente, dal momento che la mente non fa distinzione tra ciò che vogliamo e non vogliamo, ma si adopererà a  fornirci esattamente quella cosa su cui focalizziamo  di più i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Per questo dovremmo prendere l’abitudine di desiderare  correttamente.

 

Sulla base delle mie esperienze, riporto di seguito alcuni punti che facilitano la realizzazione dei propri desideri:

  • L’obiettivo da raggiungere deve essere qualcosa di “sensato”, anche se molto ambizioso, realizzabile e possibilmente in accordo  con il proposito della propria anima, poiché questo darà la motivazione e la forza di volontà giuste per arrivare fino in fondo ed anche più facilmente;
  • se l’obiettivo  è troppo “grande” e comporta un enorme dispendio di energie e di tempo, meglio suddividerlo in “steps” più piccoli per raggiungerlo;
  • descrivere chiaramente nei minimi dettagli il risultato che vogliamo raggiungere (scriverlo);
  • scrivere il PERCHÉ vogliamo raggiungere un determinato obiettivo;
  • limitare il più possibile o astenersi dall’uso di tutte quelle sostanze che nuocciono la salute e che creano dipendenza (alcol, tabacco, ecc.);
  • svolgere una regolare attività fisica, meglio se aerobica;
  • consumare abbondanti quantità di acqua ( circa il 65-70% del nostro corpo è composto da acqua);
  • mangiare sano, tanta frutta e verdura prediligendo le proteine  vegetali o del pesce;
  • vivere nell’entusiasmo e nella gratitudine per quello che già si ha;
  • amarsi ed amare il prossimo;
  • sapersi perdonare e perdonare gli altri;
  • concentrarsi sulle soluzioni e NON su eventuali problemi, essendo consapevoli che in un modo o in un altro tutto si risolve nella maniera a noi più favorevole anche se non sappiamo come o apparentemente non sembra o non  capiamo il senso di ciò che ci sta accadendo;
  • cercare di risolvere i propri conflitti interiori che spesso sfociano in rabbia, odio, frustrazione, impotenza, ecc.;
  • disfarsi degli accordi Karmici, dei traumi, blocchi emozionali e credenze limitanti che possono intralciare il cammino verso il desiderio;
  • sviluppare l’ autodisciplina;
  • essere costanti e pazienti nel raggiungere l’obiettivo;
  • “Bombardare” costantemente la nostra mente di immagini e pensieri felici e potenzianti;
  • uscire dalla “zona di comfort”;
  • ignorare  le scuse sabotanti che ci impediscono di lavorare su  noi stessi e di proseguire con successo in direzione del desiderio (non ho tempo, non ho voglia, ho paura, ho da fare, ma che stupidaggine sto facendo,  tanto non funziona, non ci riuscirò mai, ecc);
  • cercare di trascorrere il nostro tempo con persone positive e che condividano i nostri stessi interessi ed ideali;
  • divertirsi in modo sano e prendere la vita meno seriamente;
  • mandare mentalmente e dettagliatamente all’ Universo l’intenzione di ciò che vogliamo realizzare, immaginarsi di vivere nell’emozione che proveremmo esaudendo il nostro desiderio. I momenti migliori per farlo sono la sera prima di addormentarsi e la mattina appena svegli;
  • essere consapevoli che nel mondo metafisico quantico il desiderio  è già realizzato ed al momento opportuno prenderà forma anche nel mondo materiale;
  • prendere le distanze e “sganciarsi” dal desiderio stesso;
  • imparare a far attenzione ai segnali che invia l’Universo (coincidenze, sincronicità…), che ci indicano se siamo nel cammino giusto;
  • persistere quando le cose non vanno come vorremmo;
  • NON PARLARE DEL PROPRIO DESIDERIO CON NESSUNO neanche con familiari o amici, a meno che non siano direttamente coinvolti e siamo sicuri che desiderino raggiungere l’obiettivo almeno quanto noi !!!
  • L'importanza di immaginazione e fantasia nello sviluppo cognitivo ...

L’immaginazione è più importante della conoscenza”  Albert Einstein

CAMBIA LE TUE CREDENZE E LA TUA VITA CAMBIERA’

Fai ciò che hai sempre fatto ed otterrai ciò che hai sempre ottenuto… e forse anche un po’meno”
 

La nostra vita è il risultato dei nostri pensieri.

Questo è uno dei motivi per il quale spesso viviamo esperienze che non desideriamo: ci concentriamo TROPPO su ciò che ci fa paura e non vogliamo e TROPPO POCO  su ciò che ci fa star bene e desideriamo attrarre.

L’energia va dove si concentra l’attenzione e noi attraiamo ciò che vibra alla nostra stessa frequenza energetica. Quindi è facile capire il motivo per cui troppo frequentemente materializziamo proprio quello che non desideriamo.

La maggior parte dei nostri pensieri non la si può  controllare, perché deriva dall’interpretazione di noi stessi e degli eventi che ci accadono,  in base alla programmazione della  nostra mente subcosciente.

CAMBIA LE CREDENZE E LA TUA VITA CAMBIERA’

Nel  subconscio sono racchiuse le nostre credenze, convinzioni, abitudini. Esso non interpreta, esegue dei programmi che vi sono stati installati inconsapevolmente nel corso della  vita o addirittura prima ancora che nascessimo ( vedi  Metodo INTEGRA® ).

Durante la nostra esistenza  possiamo decidere di cambiare vita, vecchie abitudini e schemi di pensiero per svariati motivi: desiderio ardente di realizzare un desiderio, un problema di salute, un forte dolore emotivo, una situazione insopportabile, ecc.

Inevitabilmente il nuovo cammino,  si discosterà  completamente o quasi da quello precedente, portandoci  ad un livello superiore di crescita personale.

Quando noi cambiamo, tutto intorno a noi cambia,  a volte in modo radicale, a cominciare dal comportamento delle persone che normalmente frequentiamo.

Impossibile raggiungere un risultato se prima non avviene un cambiamento che parta da noi stessi e  coinvolga le nostre credenze, le nostre abitudini  ed il nostro modo di vedere le cose.

I risultati che desideriamo sono attratti dalla nuova persona in cui ci convertiamo.

 

“Cambia prima di essere costretto a farlo” Jack Walch Jr